Donne spagnole di fine secolo: Enriqueta Martí, Carolina Otero e Clara Campoamor

Carolina Otero

Oggi vorrei parlare di tre personaggi femminili molto differenti tra loro: Enriqueta Martí (soprannominata "la vampira del Raval"),  Agustina Otero (meglio conosciuta come "la Bella Otero") e Clara Campoamor, la suffragetta che lottò affinché le donne potessero ottenere il diritto di voto. Tutte vissero a cavallo tra il XIX e il XX secolo, un periodo caratterizzato da innovazioni e povertà, modernità e conservazionismo; fu un momento storico chiave nel quale le contraddizioni e i paradossi contemporanei permisero la nascita di donne le cui biografie si confondono con la leggenda (o con il buio dell'oblio come nel caso della Campoamor) e, nonostante sembri che non ci siano punti che le accomunano, in realtà non è così. 
Inquadramento storico
L' antecedente è la Rivoluzione spagnola (La Gloriosa) del 1868, un'agitazione che culminò con l'allontanamento della regina Isabella II e l'istituzione di un governo democratico che era il risultato di una doppia crisi che aveva scosso la popolazione spagnola: quella finanziaria -che aveva coinvolto politici e industriali- e quella alimentare, conseguenza diretta dei cattivi raccolti di quell'anno, che ebbe serie ripercussioni sul proletariato. Il crollo economico conseguente spinse perciò la nazione a sollevarsi contro la monarchia. 
In quello stesso anno, Agustina Otero Iglesias nacque in un paese della Galizia (Valga), in seno a una famiglia indigente, da padre sconosciuto e madre mendicante con a carico sei figli. Fu nuovamente il 1868 (ma altre fonti citano il 1871) a vedere i natali di Enriqueta Martí Ripollés a Sant Feliú de Llobregat, a una decina di chilometri da Barcellona. La figura paterna presto la abbandonò lasciandola alle cure di madre e zia  che si guadagnavano qualcosa lavorando come sarte. 
Dovremo aspettare vent'anni prima di assistere alla nascita di Clara Campoamor (Madrid, 1888), anche lei di umili origini e presto orfana di padre. Tre donne che condivisero tanto all'inizio delle loro vite ma che presero strade diametralmente opposte.
I primi anni
Seguiamo dunque le vicende degli anni iniziali di Enriqueta e Agustina mentre lasciamo momentaneamente da parte Clara che appartiene a una generazione successiva. Entrambe abbandonarono le loro case alla ricerca di una svolta che potesse cambiare le loro esistenze precarie anche se, per quanto riguarda Agustina, la sua non fu una scelta: trasportata con tutta probabilità all'ospedale di Santiago de Compostela in seguito a una violenza subita quando aveva solo una decina di anni, non fece ritorno a Valga, dove i suoi compaesani la incolpavano per l'accaduto. Si stabilì, all'inizio degli anni '80, nel sud della Francia dove si manteneva cantando e ballando e, probabilmente, anche prostituendosi. 
Un cammino simile fu quello percorso da Enriqueta che si trasferì nella capitale catalana in cerca di un'occupazione, come del resto facevano migliaia di persone in quel momento, con la conseguenza diretta di un sovraffollamento dei quartieri poveri nei quali le condizioni di vita erano pessime. Tra questi figurava il Raval, dove Enriqueta si installò cercando di sopravvivere grazie a saltuari lavori sottopagati. Non le ci volle molto per capire che la prostituzione fosse più redditizia e immediata delle altre attività e, mentre Barcellona si vestiva a festa per l'Esposizione Universale del 1888 (che segnò l'inizio della Belle Epoque) e la povertà dilagava sotto quello strato splendente di modernità, lei intraprese questa nuova strada.
Il quartiere del Raval a inizo 1900

L'affermazione
L'ultimo decennio del 1800 segnò una svolta nella vita tanto di Agustina quanto di Enriqueta.
Durante un'esibizione, la ballerina venne notata da un impresario americano alla ricerca di una futura stella da portare con lui nel nuovo continente e fu allora che prese a farsi chiamare Carolina; viaggiò a New York dove debuttò al Eden Musée riscuotendo un successo incredibile grazie alla dedizione del suo agente che la trasformò in una celebrità sfruttando l'interesse che gli americani riservavano alla Spagna. Nacque quindi il personaggio di Carolina, tipicamente spagnola, originaria dell'Andalusia (quando in realtà era galiziana come abbiamo visto precedentemente), caratterizzata da un carattere forte che riusciva ad ammaliare gli spettatori con danze sensuali. Frattanto Enriqueta, da semplice donna di strada, divenne "imprenditrice", organizzando un gruppo di prostitute e stringendo rapporti con l'alta borghesia che si affidava a lei non solo per la ricerca di donne ma anche di minori. Nemmeno il matrimonio con Joan Pujaró (un artista di poco talento) nel 1895 riuscì ad allontanarla da quell'ambiente malavitoso nel quale ormai godeva di una certa fama. Mentre Carolina riscriveva il suo passato inventandosi una madre gitana e un presunto marito italiano cantante d'opera, Enriqueta si allontanava sempre più da Pujaró (tanto che smise di frequentare la loro casa) trasferendosi in un alloggio che affittò per conto proprio nella Calle de Poniente al numero 29. 
Gli anni novanta videro Carolina in tour nelle maggiori capitali europee (Parigi, Amsterdam, Berlino, Bruxelles e San Pietroburgo) e, parallelamente alla sua fama, crebbe la schiera di amanti altolocati che facevano a gara per donarle preziosissimi gioielli e sontuose case. Anche Enriqueta dal canto suo ottenne denaro e favori tanto che si narra che la notte frequentasse i circoli più importanti di Barcellona e vestisse come una dama dell'alta borghesia; tuttavia pare che durante il giorno la sua trasformazione fosse completa: vestiti i panni della mendicante, girava per strada in compagnia di bambini (forse rapiti nei quartieri poveri) con i quali chiedeva l'elemosina.
Il nuovo secolo
La morale della Belle Epoque è contraddittoria: le donne erano idealizzate e le 'cocottes' come Carolina erano un emblema di ricchezza tanto che i nobili amanti non avevano nessuna vergogna a mostrarsi in pubblico con loro. I signori frequentavano le bettole ubriacandosi fianco a fianco con i poveri e giocandosi una fortuna in una notte di bagordi ma alla luce del sole ognuno doveva tornare a rivestire il proprio ruolo in società. La città simbolo era Parigi con le sue luci, le prime auto e i locali più rinomati che potevano vantare tra i loro avventori artisti e letterati; Barcellona però non era da meno: l'illuminazione elettrica soppiantò quella a gas e aprirono i caffè alla moda parigina come Els Quatr Gats (ispirato a Le Chat Noir) dove espose per la prima volta Picasso. Venne iniziata la costruzione del Parque Guell e ci si preparava ad affrontare il nuovo secolo speranzosi, cercando di dimenticare la perdita di Cuba. Parallelamente però, si stima che a esercitare la prostituzione ci fossero approssimativamente dodici mila donne e che il tasso di analfabetismo superasse il 50%.
Carolina, terminato il tour in Europa si recò in Australia, Egitto e quindi in Italia dove la critica la stroncò ma qui conobbe Gabriele D'Annunzio che rimase colpito dalla sua bellezza. Nel 1901, all'apice del successo, raggiunse l'America del Sud e il Messico mentre Madame Enriqueta si impegnava come guaritrice creando unguenti per i suoi facoltosi clienti per cui usava grasso e sangue di bambini (in realtà non esiste alcuna prova certa che confermi questa tesi). Le vite di Carolina e della "vampira del Raval" iniziavano così a confondersi con la leggenda e le dicerie, tanto che a poco più di cento anni da allora non è possibile capire dove termini una e inizino le altre.
Clara invece aveva dovuto abbandonare suo malgrado gli studi nel 1901 per aiutare la madre dopo la morte prematura del padre. Iniziò dunque a lavorare come sarta, segretaria e commessa, tutti ambiti riservati alle donne, e con il lavoro prese a formarsi anche il suo carattere forte che le permise di combattere sempre per i suoi ideali.
Verso il 1910 
Nel 1907 Pablo Picasso completò il ritratto di un gruppo di prostitute del Barrio Gotico di Barcellona, della Carrer D'Avinyò, dove si trovavano una serie di postriboli che il pittore probabilmente conosceva personalmente data la prossimità con il suo domicilio. L'anno seguente fu segnato dal primo sciopero importante che ebbe ripercussioni su tutta Barcellona: il culmine si raggiunse durante la Settimana Tragica, nell'estate del 1909, quando le sommosse si spostarono dai quartieri periferici al centro della città lasciandola senza luce e nell'impossibilità di comunicare con l'esterno. Mentre accadeva tutto ciò, Enriqueta Martí veniva arrestata con l'accusa di sfruttamento della prostituzione e induzione alla prostituzione minorile ma, caso volle, che il suo fascicolo si perdesse e tutto venisse archiviato.
Intanto, dall'altro lato dei Pirenei, Carolina stava accumulando una fortuna grazie ai regali dei suoi generosi amanti trasformandosi in una delle donne più ricche del momento, tuttavia la sua passione per il gioco d'azzardo la portò a scialacquare l'ingente patrimonio tanto da terminare i suoi giorni in povertà.
Frattanto Clara, al contrario, risparmia tutto ciò che riesce a guadagnare grazie ai suoi lavori per poter riprendere gli studi che aveva dovuto abbandonare.
Prima della Grande Guerra
Poco prima dello scoppio della I Guerra Mondiale, la quarantaseienne Carolina, ormai famosa in tutto il mondo come "La Bella Otero", abbandonò le scene e si trasferì da Parigi a Nizza, dove visse fino alla sua morte.
Un paio di anni addietro la Martì era stata nuovamente arrestata, questa volta per aver rapito una bambina di cinque anni. La piccola era riuscita a scappare dalla stanzetta dove era imprigionata e, affacciandosi da una finestrella, era stata vista da una vicina che aveva allertato la polizia; arrivati i tutori dell'ordine, scoprirono che Enriqueta la trattava come se fosse sua figlia e, per evitare che i vicini la riconoscessero, le aveva tagliato i capelli. Secondo testimoni dell'epoca nell'appartamento viveva un'altra minore sequestrata (ma alcuni sostennero che fosse una nipote affidata alle sue cure) e vennero ritrovati i resti dei bambini utilizzati per creare gli unguenti da vendere a caro prezzo ai ricchi borghesi. I giornali avevano dato grande enfasi alla sua cattura con lo scopo di vendere più copie ed Enriqueta poteva servire come un perfetto capo espiatorio per dare una soluzione ai numerosi casi di sparizioni di minori dell'epoca per cui è molto difficile accertare quanto di vero ci sia in tali accuse. Rinchiusa al Reina Amalia, vi morì a distanza di pochi mesi forse per un cancro all'utero di cui soffriva da tempo, forse avvelenata o forse per le conseguenze di una lite con un'altra prigioniera. Ancora una volta nulla è certo e rimane il dubbio che la sua non sia che una leggenda costruita attorno a una donna che, dopo aver perduto un figlio in fasce, si sia vista vittima di un disturbo psicologico che l'aveva portata a rapire la bambina per sopperire a tale perdita.
Clara Campoamor riprese invece gli studi a 33 anni, dopo essere riuscita a mettere da parte il denaro necessario; i suoi risultati furono tali che intraprese la carriera universitaria e riuscì a laurearsi in Legge in soli tre anni. Gli ideali femministi e repubblicani si erano ormai radicati in lei e iniziò a collaborare con associazioni impegnate a favore dell'emancipazione femminile. Fu una delle prime donne in Spagna a esercitare la professione di avvocato e si occupò dei primi divorzi (tra i quali ci fu quello tra Valle-Inclán e Josefina Blanco). Clara lottava per ottenere la parità dei sessi senza lasciarsi influenzare dalle idee contrarie dei suoi contemporanei e le sue posizioni si contrapposero sempre più a quelle della monarchia. Se la Campoamor intraprendeva la sua parabola ascendente, Carolina, al contrario, si allontanava definitivamente dal mondo dello spettacolo: il 1918, segnò la sua decadenza quando il film, nel quale aveva recitato nel ruolo della protagonista, non ottenne il successo sperato.
Clara Campoamor

Gli anni trenta
Furono anni storicamente segnati da cambiamenti significativi: nel 1930 il dittatore Primo de Rivera abbandonò il potere (dopo averlo preso con un colpo di stato sette anni prima) dando inizio alla Seconda Repubblica. Il re, senza abdicare, partì dunque per l'esilio. Con la Costituzione Repubblicana ci fu un'importante apertura in favore della libertà personale e dei diritti civili; le donne (compiuti 23 anni) poterono essere elette in Parlamento e si aprirono così le porte per Clara, Victoria Kent e Margarita Nelsen. La Campoamor difendeva il diritto al voto di cui ogni donna doveva godere senza distinzioni mentre la Kent si opponeva fermamente al suffragio universale prevedendo che avrebbe comportato la sconfitta dei partiti di sinistra. Clara rimase ferma sulle sue posizioni e il suffragio universale venne così approvato nel 1931. Le elezioni del 1933, tuttavia, diedero ragione alla Kent e Clara non venne rieletta; dovette abbandonare il Partito Radicale di cui faceva parte e le si chiusero al contempo le porte degli altri schieramenti; non si perse d'animo e continuò a lottare per i valori in cui credeva ma con lo scoppio della guerra civile nel 1936 fu costretta a lasciare il Paese senza potervi più fare ritorno perché accusata di appartenere alla Massoneria.
Conclusioni
Una delle pioniere della lotta femminista morì in Svizzera nel 1972, mentre Carolina abbandonò questa terra dopo aver da poco compiuto un secolo: sola, in una pensione da poco in Rue D'Angleterre a Nizza e con una rendita di pochi franchi che si narra le fosse inviata mensilmente dal Casinò di Montecarlo come riconoscimento per tutti i soldi che lì aveva perso.
Ognuna aveva superato momenti difficili e aveva dovuto farsi largo in un mondo prettamente maschile riuscendo però a ottenere un'indipendenza tanto economica quanto personale che le aveva rese figure quasi leggendarie: integerrima Clara, ardita Carolina e spudorata Enriqueta sono tre esempi delle contraddizioni del loro tempo. 
 

Per saperne di più:

Tres Mujeres olvidadas:Clara Campoamor, Gerda Taro y Ángela Figuera Aymerich
Autori: Ramón Roldán Herreruela, Marian Prieto Fernández, Raquel Barbero Hernández e Javier Barrio González
Prezzo del libro in edizione cartacea: 5,99 €
Prezzo ebook: 2,99 €
Valutazione 3/5

Enriqueta Martí, "la vampira de Barcelona"
Autore: Francisco Segarra
Prezzo del libro in edizione cartacea: 14,00 €
Prezzo ebook: 5,00 €
Valutazione: 2/5

La Bella Otero
Autore: Carmen Posadas
Prezzo ebook: 7,49 €
Valutazione 3/5


Commenti

Post più popolari