Itinerario di viaggio: un giorno a Torino - Palazzo Reale
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| Sala da pranzo |
Il fu Mattia Pascal, Pirandello
Ho scelto di destinare a questo luogo un intero giorno perché, a tutti gli effetti, se si vuole godere appieno di tutto ciò che offre, è impossibile pensare di limitare alla visita solo un paio di ore. Nel biglietto di ingresso (12,00€) sono comprese la Galleria Reale, le stanze del Palazzo, l'Armeria, il Museo delle Antichità, la Cappella della Sindone, i Giardini Reali e la Biblioteca (chiusa la domenica). In aggiunta vengono organizzate mostre temporanee visibili con un biglietto a parte che, se acquistato con quello per il Palazzo, vi dà diritto a uno sconto (in questo momento è in corso Il silenzio sulla tela. Natura morta spagnola da Sánchez Cotán a Goya, visibile fino al 29 settembre mentre dal 16 novembre il protagonista sarà Van Dyck. Pittore di corte).
Iniziamo il nostro tour partendo dagli appartamenti ai quali si giunge salendo una maestosa scalinata (opera di Domenico Ferri, architetto e scenografo voluto da Carlo Alberto all'Accademia torinese) ornata da statue e dipinti e al termine della quale si apre la prima stanza: il Salone degli Svizzeri. Questa prima imponente sala prende il nome dalla guardia che la presiedeva prima del 1814, quando venne sostituita dai Corazzieri ed è illuminata da enormi candelabri. Il colore principale è il verde: marmo verde sul pavimento a scacchi, sul basamento delle pareti e verdi le pareti stesse (in stucco dipinto). Gli enormi vasi in bronzo invece si trovavano precedentemente nei giardini e il soffitto a cassettoni è bianco/dorato. Porte e soffitti lignei dorati, vasellame cinese, arazzi e lampadari in cristallo di Boemia devono ancora essere visti ma la sontuosità di questa prima stanza lascia già a bocca aperta.
Giungiamo poi alla Sala del Trono dove il colore prevalente è l'oro questa volta intervallato dal rosso (rossi infatti sono il trono, i tendaggi e la tappezzeria), quella delle Udienze e quella del Consiglio, ammiriamo il Gabinetto Cinese (voluto da Vittorio Amedeo II e ideato da Juvarra, è rivestito da lacche originali acquistate a Roma e da altre fatte su imitazione), e la Sala della Colazione.
Iniziamo il nostro tour partendo dagli appartamenti ai quali si giunge salendo una maestosa scalinata (opera di Domenico Ferri, architetto e scenografo voluto da Carlo Alberto all'Accademia torinese) ornata da statue e dipinti e al termine della quale si apre la prima stanza: il Salone degli Svizzeri. Questa prima imponente sala prende il nome dalla guardia che la presiedeva prima del 1814, quando venne sostituita dai Corazzieri ed è illuminata da enormi candelabri. Il colore principale è il verde: marmo verde sul pavimento a scacchi, sul basamento delle pareti e verdi le pareti stesse (in stucco dipinto). Gli enormi vasi in bronzo invece si trovavano precedentemente nei giardini e il soffitto a cassettoni è bianco/dorato. Porte e soffitti lignei dorati, vasellame cinese, arazzi e lampadari in cristallo di Boemia devono ancora essere visti ma la sontuosità di questa prima stanza lascia già a bocca aperta.
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| Scalone d'ingresso - monumento equestre di Vittorio Amedeo I |
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| Gabinetto Cinese |
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| Sala della Colazione |
Il Medagliere, in precedenza chiamato Gabinetto dei Fiori, era stato voluto da Carlo Alberto per ospitare una collezione di monete, medaglie e sigilli collezionate dallo stesso sovrano e gli arredi vennero eseguiti da Gabriele Capello proprio con questo fine. La Galleria Daniel deve il suo nome a Daniel Seiter, pittore austriaco attivo in Italia, che dipinse la volta dell'ambiente con scene mitologiche e con l'Apoteosi di Vittorio Amedeo II. Seguono le Stanze della Regina, la Sala da pranzo e la Sala da Ballo in cui sono da notare il pavimento intarsiato, le colonne di marmo bianco a ricordo di un tempio greco e il fregio con figure danzanti "alla pompeiana" che ci accompagnano, in un tripudio di oro e cristallo, alla Galleria Beaumont, sede dell'Armeria, dove si ammira un'incredibile collezione di armi antiche. L'Armeria ospita più di cinquemila oggetti tra armature, pistole, fucili, bardature per cavalli, armi orientali (appartenute a Carlo Vidua e donate al museo) e la Spada di San Maurizio, una delle reliquie più importanti di Casa Savoia. I quindici cavalli con bardature originali hanno un rivestimento di pelle equina su di una base in legno e tra di essi c'è Favorito, il cavallo di Carlo Alberto che partecipò con lui alla battaglia di Novara. Nelle teche, tra le tante armi, troviamo la spada di Napoleone (utilizzata forse nella campagna d'Egitto e nella battaglia di Marengo) e un'armatura giapponese completa donata dell'imperatore Meiji a Vittorio Emanuele II.
Proseguendo oltre, merita di essere citata in questa veloce carrellata la Scala delle Forbici, costruita in occasione del matrimonio di Carlo Emanuele III con Anna Cristina di Baviera (su progetto di Filippo Juvarra) per condurre agli appartamenti al secondo piano.
Proseguendo oltre, merita di essere citata in questa veloce carrellata la Scala delle Forbici, costruita in occasione del matrimonio di Carlo Emanuele III con Anna Cristina di Baviera (su progetto di Filippo Juvarra) per condurre agli appartamenti al secondo piano.
Il piano sotterraneo ospita il Museo di Antichità dove è possibile vedere il Tesoro di Marengo, lapidi e oggetti di uso quotidiano romani, gioielli, vasellame, mosaici e monete oltre a tantissimi reperti provenienti da tutto il Piemonte.
I giardini vi offriranno una piacevole sosta per riposarvi prima di dirigervi alla manica nuova del Palazzo (realizzata tra fine ottocento e inizio novecento) per vedere la Galleria Sabauda che ospita tele dei più rinomati pittori italiani e internazionali: Tintoretto, Tiepolo, Veronese, Orazio Gentileschi, Van Dyck e Rubens si alternano ad artisti piemontesi come Defendente e Gaudenzio Ferrari, Nicolò Musso e Guglielmo Caccia. I soggetti trattati sono tanto religiosi quanto quotidiani con ritratti e nature morte, paesaggi (come non rimanere colpiti dai paesaggi invernali di Jan Griffier I?) e scene allegoriche (La vanità della vita umana di Jan Brueghel II su tutti che con scimmie, pavoni, maschere, giochi e ori mette in luce i vizi umani mentre un orologio segna inesorabile lo scorrere del tempo).
Il Museo è aperto dalle 9.00 alle 19.00 dal martedì alla domenica e la biglietteria apre mezz'ora prima dell'orario d'apertura. L'ingresso ai giardini è gratuito.
In date particolari e con un biglietto a parte sono anche visibili: le Cucine, Le stanze del Re, Le stanze della Regina e gli appartamenti del secondo piano.
I giardini vi offriranno una piacevole sosta per riposarvi prima di dirigervi alla manica nuova del Palazzo (realizzata tra fine ottocento e inizio novecento) per vedere la Galleria Sabauda che ospita tele dei più rinomati pittori italiani e internazionali: Tintoretto, Tiepolo, Veronese, Orazio Gentileschi, Van Dyck e Rubens si alternano ad artisti piemontesi come Defendente e Gaudenzio Ferrari, Nicolò Musso e Guglielmo Caccia. I soggetti trattati sono tanto religiosi quanto quotidiani con ritratti e nature morte, paesaggi (come non rimanere colpiti dai paesaggi invernali di Jan Griffier I?) e scene allegoriche (La vanità della vita umana di Jan Brueghel II su tutti che con scimmie, pavoni, maschere, giochi e ori mette in luce i vizi umani mentre un orologio segna inesorabile lo scorrere del tempo).
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| L'Armeria |
Il Museo è aperto dalle 9.00 alle 19.00 dal martedì alla domenica e la biglietteria apre mezz'ora prima dell'orario d'apertura. L'ingresso ai giardini è gratuito.
In date particolari e con un biglietto a parte sono anche visibili: le Cucine, Le stanze del Re, Le stanze della Regina e gli appartamenti del secondo piano.







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