La fiera delle vanità - You're so vain
"You walked into the party
...
You hat strategically dipped below one eye
your scarf, it was apricot
you had one eye on the mirror"
Canta Carly Simon in You're so vain (1972) e se la protagonista del romanzo di Thackeray, La fiera delle vanità fosse esistita realmente più di un secolo dopo la sua letteraria gestazione, avrebbe pensato che tali versi fossero a lei ispirati (senza però compiacersene pubblicamente, abbassando con studiata umiltà gli occhi verdi al suolo e arrossendo alla stregua della più pudica delle fanciulle). La vanità non è un attributo esclusivo delle donne (in effetti la canzone parla di un uomo) tant'è che, tra le quasi 700 pagine del capolavoro di Thackeray, finiscono sotto la lente di ingrandimento individui di entrambi i sessi.
"Quando il capocomico sale sul palcoscenico e si siede davanti al sipario, lo scenario della Fiera gli appare così frenetico e chiassoso da suscitare in lui un profondo senso di sconcerto. Là non si fa che bere e mangiare, far l’amore e mollarsi, ridere e piangere; c’è chi fuma, chi minchiona, chi si azzuffa, balla e strimpella; ci son bulli che si fan largo a spintoni, maschietti che strizzano l'occhio alle donne, furfanti che alleggeriscono le tasche al prossimo, guardie in allerta, ciarlatani (altri ciarlatani, che il diavolo se li porti!) che adescano la gente al loro banco, sempliciotti di campagna col naso in su incantati dai danzatori scintillanti di orpelli e dai poveri giocolieri imbellettati, mentre alle loro spalle agili mani gli fan piazza pulita nelle tasche. Sì, questa è la Fiera delle Vanità; non è certo un luogo raccomandabile, e neppure allegro, anche se molto rumoroso."
Così inizia l'opera, pubblicata inizialmente a puntate poi riunite nel 1848 in un unico libro, di William Makepeace Thackeray. Nel corso degli anni si sono susseguiti numerosi adattamenti tanto per la televisione quanto per il grande schermo a riprova di come La fiera delle vanità abbia continuato nel tempo a solleticare l'immaginario collettivo. Attorno a Rebecca Sharp (acuta di nome e di fatto e fulcro del romanzo) ruotano una serie di personaggi che serviranno a mettere in atto una spietata satira nei confronti della società ottocentesca. Becky, figlia di un pittore squattrinato e di una ballerina francese, non ha altro scopo nella vita se non quello di vedersi comparire tra gli esponenti dell'alta società e si contrappone nettamente ad Amelia Sedley, una timida, virtuosa e dolce esponente dell'alta borghesia.
L'incontro tra le protagoniste ha luogo nell'istituto della signorina Pinkerton dove Becky insegna francese mentre Amelia è un'allieva benvoluta e amata da tutti. Entriamo nella storia proprio tra queste mura che le due giovani stanno lasciando per iniziare una nuova vita. Amelia infatti ha terminato gli studi e fa ritorno a casa per occupare il posto che le spetta in società mentre Becky, prosegue alla volta della dimora di sir Pitt Crawley dove dovrà prendersi cura dell'istruzione delle figlie minori del baronetto.
Le strade delle nostre due anti-eroine si dividono ma solo temporaneamente. I contatti tra loro non vengono meno dato che mantengono una fitta corrispondenza che permette a Thackeray di passare dal narrare in terza persona a utilizzare la prima per mostrarci direttamente le impressioni di Becky per esempio su Mr Crawley (un "vecchio, duro, tozzo, volgare e sporchissimo che porta panni logori, ghette consunte, ...") o Lady Crawley ("è la seconda Lady Crawley, madre delle due ragazzine. Era figlia di un negoziante di ferramenta ..., è pallida, magra, tiene le spalle alte e non apre mai bocca"), sul maggiore dei figli del primo matrimonio di sir Pitt ("solenne come un impresario di pompe funebri. Pallido, magro, brutto, taciturno, ...") ben diverso dal fratello minore, l'ufficiale Rawdon Crawley che scopriremo essere un dandy dedito al gioco, coraggioso in duello e attento a perseguire la moda del momento.
I nomi rivestono un ruolo importante durante tutto il libro e spesso la loro scelta non è casuale nonostante in traduzione italiana si perda un po' il senso di essi: Sharp (ossia "acuto" come già accennato), Crawley (che significa "formicolante"), Dobbin ("cavallo da tiro"), Swartz (da "swart": di carnagione scura così come lo è Lady Swartz, originaria della Giamaica). L'ipocrisia, la superficialità e la vanità imbavagliano i sentimenti più nobili che non trovano spazio nemmeno in Amelia la quale non riesce a bilanciare le mancanze di Becky. Risultano così due ritratti di donne diverse ma allo stesso tempo figlie di un periodo storico ben determinato: arrivista senza scrupoli Becky e insipida Amelia, non sono tuttavia gli unici personaggi caratterizzati negativamente. George Osborne e la sua famiglia, la ricca zia di Rawdon, il marchese di Steyne, ognuno si muove secondo i propri interessi senza preoccuparsi del prossimo. La comunità nel suo insieme è superficiale mentre sullo sfondo la fuga di Napoleone dall'Elba scatenerà la guerra che avrà pesanti ripercussioni sulla vita delle due amiche.
Per chi non avesse voglia di affrontare una lettura lunga e un po' impegnativa ma fosse affascinato dalla storia rimane sempre l'opzione film. L'ultimo in ordine di tempo è del 2004 ed è stato diretto da Mira Nair con Reese Witherspoon nei panni di Becky: gli scenari coloniali, i costumi e forse una maggior leggerezza rispetto al libro rispetto alla critica lo rendono piacevole e interessante. La Rebecca cinica ed egoista della versione cartacea in quella cinematografica risulta forse più congeniale e meno arrivista attirando maggiormente le simpatie del pubblico.
In breve
Prezzo del libro in edizione cartacea: 7.00 € (Biblioteca Economica Newton)
Ebook: 2,99 €
Valutazione: 4/5
Pro: accurate descrizioni, personaggi ben caratterizzati
Contro: a volte un po' lento nello sviluppo della trama
L'incontro tra le protagoniste ha luogo nell'istituto della signorina Pinkerton dove Becky insegna francese mentre Amelia è un'allieva benvoluta e amata da tutti. Entriamo nella storia proprio tra queste mura che le due giovani stanno lasciando per iniziare una nuova vita. Amelia infatti ha terminato gli studi e fa ritorno a casa per occupare il posto che le spetta in società mentre Becky, prosegue alla volta della dimora di sir Pitt Crawley dove dovrà prendersi cura dell'istruzione delle figlie minori del baronetto.
Le strade delle nostre due anti-eroine si dividono ma solo temporaneamente. I contatti tra loro non vengono meno dato che mantengono una fitta corrispondenza che permette a Thackeray di passare dal narrare in terza persona a utilizzare la prima per mostrarci direttamente le impressioni di Becky per esempio su Mr Crawley (un "vecchio, duro, tozzo, volgare e sporchissimo che porta panni logori, ghette consunte, ...") o Lady Crawley ("è la seconda Lady Crawley, madre delle due ragazzine. Era figlia di un negoziante di ferramenta ..., è pallida, magra, tiene le spalle alte e non apre mai bocca"), sul maggiore dei figli del primo matrimonio di sir Pitt ("solenne come un impresario di pompe funebri. Pallido, magro, brutto, taciturno, ...") ben diverso dal fratello minore, l'ufficiale Rawdon Crawley che scopriremo essere un dandy dedito al gioco, coraggioso in duello e attento a perseguire la moda del momento.
I nomi rivestono un ruolo importante durante tutto il libro e spesso la loro scelta non è casuale nonostante in traduzione italiana si perda un po' il senso di essi: Sharp (ossia "acuto" come già accennato), Crawley (che significa "formicolante"), Dobbin ("cavallo da tiro"), Swartz (da "swart": di carnagione scura così come lo è Lady Swartz, originaria della Giamaica). L'ipocrisia, la superficialità e la vanità imbavagliano i sentimenti più nobili che non trovano spazio nemmeno in Amelia la quale non riesce a bilanciare le mancanze di Becky. Risultano così due ritratti di donne diverse ma allo stesso tempo figlie di un periodo storico ben determinato: arrivista senza scrupoli Becky e insipida Amelia, non sono tuttavia gli unici personaggi caratterizzati negativamente. George Osborne e la sua famiglia, la ricca zia di Rawdon, il marchese di Steyne, ognuno si muove secondo i propri interessi senza preoccuparsi del prossimo. La comunità nel suo insieme è superficiale mentre sullo sfondo la fuga di Napoleone dall'Elba scatenerà la guerra che avrà pesanti ripercussioni sulla vita delle due amiche.
Per chi non avesse voglia di affrontare una lettura lunga e un po' impegnativa ma fosse affascinato dalla storia rimane sempre l'opzione film. L'ultimo in ordine di tempo è del 2004 ed è stato diretto da Mira Nair con Reese Witherspoon nei panni di Becky: gli scenari coloniali, i costumi e forse una maggior leggerezza rispetto al libro rispetto alla critica lo rendono piacevole e interessante. La Rebecca cinica ed egoista della versione cartacea in quella cinematografica risulta forse più congeniale e meno arrivista attirando maggiormente le simpatie del pubblico.
In breve
Prezzo del libro in edizione cartacea: 7.00 € (Biblioteca Economica Newton)
Ebook: 2,99 €
Valutazione: 4/5
Pro: accurate descrizioni, personaggi ben caratterizzati
Contro: a volte un po' lento nello sviluppo della trama


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